Dildo Design

Niente anatomia: qui la forma è astratta e serve a una cosa sola, cioè come si sente. Curve marcate per raggiungere il punto G o la prostata, rilievi, onde e spirali che si avvertono a ogni passaggio, colori pieni e materiali piacevoli anche solo da guardare. Si sceglie sulla curvatura, sul tipo di texture e sulla rigidità del materiale.
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Guida ai dildo design

Rinunciare al realismo permette di lavorare sulla funzione. Una punta piegata verso l'alto di venti o trenta gradi arriva contro la parete anteriore, dove si trova la zona del punto G, e con l'uso anale raggiunge la prostata. Un profilo dritto, invece, distribuisce la pressione in modo uniforme e si presta meglio alle posizioni in cui il controllo è limitato.

La texture è l'altra variabile. Anelli e nervature si percepiscono al passaggio e rendono il movimento più interessante di una superficie liscia; le spirali aggiungono la rotazione; le superfici perfettamente lisce scorrono meglio e sono la scelta giusta per chi è sensibile. Più i rilievi sono marcati, più serve lubrificante.

Sui materiali, il silicone medicale colorato è il più diffuso perché tiene forme complesse e si lava a fondo. Vetro e metallo aggiungono peso, rigidità assoluta e la possibilità di giocare con la temperatura.

Questi pezzi hanno spesso un aspetto poco riconoscibile, e infatti molti restano sul comodino senza attirare l'attenzione. Non dimenticare però la base: se pensi all'uso anale deve essere larga e svasata come su qualsiasi altro toy.
Un dildo non realistico stimola meno?

Al contrario, spesso stimola in modo più mirato. Senza il vincolo dell'anatomia la punta può essere curvata con l'angolo giusto per premere sulla parete anteriore, e i rilievi si sentono a ogni passaggio più di una superficie liscia. Quello che si perde è l'aspetto realistico, che per alcune persone conta e per altre è addirittura un motivo in meno di imbarazzo quando il toy resta in vista.

Le texture in rilievo danno fastidio?

Dipende dalla sensibilità e dalla quantità di lubrificante. Anelli e nervature si avvertono chiaramente e questo è il loro scopo, ma su tessuti poco lubrificati possono risultare abrasivi. Parti con una superficie poco marcata, usa lubrificante a base d'acqua in abbondanza e riapplicalo durante l'uso. Se avverti bruciore invece di stimolazione, il modello è troppo aggressivo per te e conviene passare a un profilo liscio.

Come si pulisce un modello con scanalature?

Acqua tiepida e sapone neutro o detergente per toy, passando le dita o una spazzolina morbida dentro ogni rilievo: è lì che si fermano lubrificante e residui. Risciacqua a lungo, perché anche il sapone rimasto nelle fessure può irritare, e asciuga con un panno che non lasci pelucchi. Il silicone medicale non poroso regge bene lavaggi frequenti e non trattiene odori se asciugato bene.

Il silicone colorato può macchiare?

Sì, se due pezzi in silicone restano a contatto a lungo il pigmento può trasferirsi, e i toy chiari ne portano il segno in modo permanente. La soluzione è semplice: un sacchetto di cotone per ogni pezzo, oppure ripiani separati nel cassetto. Evita anche il contatto prolungato con superfici in plastica morbida, che possono reagire con il silicone e lasciare punti appiccicosi.

Va bene per la via anale?

Solo se la base è larga e svasata, più ampia del fusto, oppure se c'è una ventosa piatta che funziona da battuta. La regola vale per qualsiasi forma, anche la più elegante. Considera poi che i rilievi marcati si sentono molto di più nel canale anale: parti da un profilo poco lavorato, usa lubrificante specifico in abbondanza e procedi con calma.