Ovetto Masturbatore

L'ovetto è un guscio grande come un uovo che contiene una guaina elastica sottilissima e una bustina di lubrificante. Si apre, si srotola sul pene e si usa una volta sola. L'elasticità della guaina lo rende adatto a qualunque misura, e quello che distingue un modello dall'altro non si vede da fuori: è la texture interna.
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Guida agli ovetti masturbatori

Il funzionamento è semplice e va capito una volta sola. Si apre il guscio, si toglie la pellicola, si spalma il lubrificante della bustina dentro la guaina, poi si appoggia l'apertura sul glande e si srotola. Il guscio può restare come impugnatura, oppure si toglie per lavorare direttamente sulla guaina.

L'elasticità è la caratteristica principale. Il materiale si allunga moltissimo e si adatta a qualunque circonferenza, quindi la misura non è un criterio di scelta. Proprio per questo la parete è sottile: non va tirata con forza né infilata a secco, perché si buca.

Le differenze fra un ovetto e l'altro stanno tutte nel disegno interno: crateri profondi, rilievi ravvicinati a spazzola, onde morbide, zigzag marcati, intrecci. Cambiano radicalmente la sensazione a parità di formato, ed è il motivo per cui si comprano spesso in gruppo, per confrontarli.

L'uso singolo non è una trovata commerciale: la guaina è troppo sottile per essere lavata senza danneggiarla, e le microlesioni non si vedono a occhio. Dopo l'uso si butta; il guscio si può conservare e riutilizzare. Gli ovetti chiusi si tengono al riparo da luce e calore, perché la guaina invecchia anche nella confezione.
Si può riutilizzare un ovetto?

No, ed è meglio non provarci. La guaina è sottilissima proprio per far sentire i rilievi, e questo la rende impossibile da lavare e asciugare senza danneggiarla. Le microlesioni che si creano durante il primo uso non si vedono a occhio ma trattengono residui e si allargano al secondo. Il costo contenuto è pensato esattamente per questo: si usa una volta, si butta, se ne apre un altro.

Vanno bene per tutte le misure?

Sì, perché il materiale è estremamente elastico e si allunga in tutte le direzioni: la circonferenza non è un criterio di scelta come lo è per anelli e guaine rigide. L'unica attenzione riguarda il modo di indossarlo: si srotola appoggiandolo, non si tira per infilarlo, e serve lubrificante dall'inizio. Con una guaina tesa a forza il rischio di strapparla è concreto.

Il lubrificante incluso basta?

Di solito sì per una sessione normale, ma è una quantità calibrata al minimo. Se si preferiscono sessioni lunghe o se si tende a irritarsi, conviene tenere a portata di mano un lubrificante a base d'acqua e aggiungerlo appena la scorrevolezza cala. Va evitato il lubrificante al silicone, che con alcune guaine altera la superficie, e vanno evitati oli e creme.

Che differenza c'è fra le texture?

È l'unica variabile che conta. I crateri profondi creano punti di pressione irregolari e sono fra le sensazioni più marcate. I rilievi fitti a spazzola danno una stimolazione diffusa e continua. Le onde morbide accompagnano in modo progressivo e sono le più delicate. Gli zigzag e le linee incrociate alternano presa e rilascio lungo la corsa. Provarne più di uno è il modo migliore per capire cosa piace.

Come si conservano quelli non ancora aperti?

In piano, al riparo dalla luce diretta e lontano da termosifoni o dal cruscotto dell'auto. Il materiale elastico invecchia anche dentro la confezione sigillata: il calore lo indurisce e la luce lo secca, quindi una scatola in un cassetto è il posto giusto. Non ha senso accumularne grandi quantità per anni, perché una guaina vecchia si strappa più facilmente durante lo srotolamento.