Realistic dildos
Come scegliere i falli realistici
Il dettaglio anatomico non è solo estetica. Il bordo del glande crea un aggancio che si sente al passaggio, le venature aggiungono un rilievo leggero e la curvatura, quando c'è, è pensata per appoggiarsi contro la parete anteriore e lavorare sul punto G. Chi cerca la prostata preferisce una punta rivolta verso l'alto e una mescola non troppo cedevole.
Sulle misure, controlla sempre la parte inseribile: i testicoli e il disco di base occupano centimetri che restano fuori. Il diametro nel punto più largo è il dato che stabilisce se il pezzo è comodo, e sopra i 4 cm serve abitudine.
Quasi tutti hanno una ventosa: appoggiata su una piastrella o sul box doccia libera le mani, infilata nell'anello di un'imbracatura diventa uno strap-on. Se pensi di usarlo così, verifica che il diametro alla base entri nell'O-ring.
Meglio un fallo rigido o morbido?
Dipende dall'obiettivo. Un fusto sodo mantiene l'angolazione e spinge con precisione contro il punto G o la prostata, ed è anche l'unico che funziona bene con un'imbracatura. Una mescola morbida si adatta alle curve, perdona i movimenti bruschi e risulta più confortevole nei primi utilizzi o sulle misure grandi. I modelli a doppio strato sono un compromesso riuscito fra le due cose.
I falli realistici vanno bene anche per la via anale?
Sì, se hanno una base larga e svasata o una ventosa piatta che impedisce al pezzo di risalire. Serve poi un diametro adeguato al livello di esperienza, molto lubrificante specifico e una progressione lenta: prima le dita o un toy più sottile, poi il fallo. Evita le forme con spigoli vivi e non spostare mai lo stesso fusto dalla zona anale a quella vaginale senza lavarlo.
Si può montare su un'imbracatura?
Nella maggior parte dei casi sì: serve una base piatta o a ventosa con un diametro compatibile con l'anello dell'imbracatura. Misura il fusto appena sopra la base e confrontalo con l'O-ring, ricordando che i testicoli voluminosi a volte non passano. Per la spinta scegli un pezzo non troppo cedevole, altrimenti flette e perde controllo proprio nel momento in cui serve.
Che lubrificante usare?
Con silicone, TPE e TPR il lubrificante a base d'acqua è la scelta corretta: è compatibile con tutti i materiali, si lava via facilmente e non rovina la superficie. Quello a base siliconica può opacizzare e degradare il silicone, mentre oli e creme intaccano le mescole morbide e non vanno usati neppure con il preservativo. Riapplica durante l'uso quando senti aumentare l'attrito.
Quanto dura un fallo realistico?
Il silicone medicale ben conservato dura anni. TPE e TPR hanno vita più breve perché sono porosi e tendono a cambiare consistenza: con lavaggi tempestivi, asciugatura completa e un velo di amido di mais restano in forma a lungo. Cambia il pezzo quando compaiono crepe, punti appiccicosi che non si risolvono, odore persistente o quando la superficie diventa ruvida.