Trousers

Pantaloni aderenti in materiali lucidi, con zip laterali, cinture e tagli a vista: capi da serata e da scena più che da tutti i giorni. La misura si prende su vita, fianchi e cavallo, perché questi tessuti si allungano in larghezza e quasi per niente in altezza. Il secondo criterio è la chiusura, che decide quanto è facile entrarci.
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Come scegliere i pantaloni aderenti

Su un pantalone lucido servono tre misure, non una. Vita e fianchi dicono se entra, l'altezza del cavallo dice se lo porterai davvero: un capo in vinile o wet look non cede in verticale, quindi se il cavallo è corto tira a ogni passo e non c'è taglia che lo risolva. Chi ha gambe lunghe controlli anche la lunghezza interna dichiarata.

L'elasticità cambia da materiale a materiale. Il wet look è il più simile a una maglia e si indossa senza fatica, il vinile è rigido e ha bisogno di una zip lunga o di lacci per entrare, la pelle sintetica sta nel mezzo. Le zip laterali non sono decorative: sono il modo in cui il piede passa dal polpaccio.

Questi materiali non traspirano, quindi sotto conviene un intimo in cotone senza cuciture, e un capo foderato è molto più portabile. La pulizia si fa con un panno morbido appena umido e asciugatura all'aria, senza lavatrice e senza ferro. Si conservano appesi su una gruccia con i ganci, distesi nel verso della gamba: piegati in un cassetto prendono una piega lucida che non va più via.
Come si prende la misura su un pantalone in vinile?

Servono tre numeri: girovita, circonferenza dei fianchi nel punto più largo e altezza del cavallo, cioè la distanza dalla vita al sotto inguine da seduti. I primi due dicono se il capo entra, il terzo dice se sarà portabile, perché il vinile non si allunga in verticale. Se sei fra due taglie prendi la più grande: su un materiale rigido una misura stretta non si recupera.

Questi pantaloni si possono lavare in lavatrice?

No. Vinile, wet look e pelle sintetica si puliscono passando un panno morbido appena umido, al massimo con una goccia di sapone neutro, e si lasciano asciugare all'aria lontano da fonti di calore. Il lavaggio in macchina e l'asciugatrice deformano la superficie e possono scollare le finiture. Il ferro da stiro è da escludere del tutto, anche a bassa temperatura.

Si sente caldo con un pantalone lucido?

Sì, perché questi materiali non traspirano. È un capo da serata, non da giornata intera, e la differenza fra portabile e fastidioso la fa quello che metti sotto: un intimo in cotone senza cuciture assorbe e riduce l'attrito. I modelli foderati sono nettamente più comodi. Dopo l'uso conviene arieggiare il capo prima di riporlo, invece di appenderlo subito nell'armadio chiuso.

Come si conservano per non segnarli?

Appesi, mai piegati. La gruccia con i ganci che tiene il pantalone per la cintura è la soluzione migliore, perché lascia la gamba distesa nel suo verso. Una piega presa in un cassetto su un materiale lucido diventa una riga chiara permanente, che il ferro non può togliere perché il calore su questi tessuti fa danni. Meglio anche evitare il contatto stretto con capi molto colorati.