Cuerdas bondage
Guida alle corde bondage
Il materiale cambia il carattere. Il cotone è indulgente, morbido, lavabile e perfetto per imparare, anche se i nodi tendono a scorrere un poco. La iuta e la canapa hanno la superficie ruvida che fa presa, quindi il nodo tiene meglio, e un odore vegetale che a molti piace: in cambio vogliono cure, niente ammollo e ogni tanto una passata di cera. Il nylon scorre veloce fra le dita, si lava facilmente e scalda se lo si fa passare troppo in fretta sulla pelle.
I metri si scelgono sul progetto: cinque per polsi o caviglie, dieci per una legatura sul busto, venti per le figure complete. Piegando la corda a metà e lavorando doppia si dimezza la lunghezza utile, quindi conviene abbondare.
Dove passano i nervi superficiali, all'interno del polso e nell'incavo del gomito, la corda va larga e su più giri affiancati.
Cotone, iuta o nylon: quale conviene per iniziare?
Il cotone, senza dubbio. È morbido sulla pelle, si lava in acqua corrente, costa poco e perdona gli errori di tensione, che all'inizio si fanno tutti. La iuta dà una presa migliore ed è la fibra preferita da chi pratica lo shibari, ma richiede manutenzione e non va bagnata. Il nylon è comodissimo da pulire e scorre veloce, con l'unico difetto di scaldare per attrito se lo si tira di colpo.
Quanti metri di corda comprare?
Cinque metri risolvono polsi o caviglie, dieci permettono una legatura sul busto, venti servono per le figure che avvolgono il corpo su più giri. Se ne compri una sola, prendi quella da dieci: si può sempre piegare a metà e lavorare doppia, mentre una corda corta non si allunga. Chi lega spesso finisce per tenere più corde da dieci metri, perché si gestiscono meglio di una lunghissima.
Come si fa a non stringere troppo?
Si evitano i nodi scorsoi e si distribuisce la tensione su più giri affiancati invece che su uno solo. Il controllo pratico è infilare un dito fra la corda e la pelle: se non passa, è troppo stretta. Poi si guardano le mani e i piedi ogni pochi minuti, cercando colore che impallidisce, pelle fredda o formicolio. Al primo di questi segnali si slega, senza aspettare che passi da solo.
Si può usare una corda comprata in ferramenta?
È meglio di no. Le corde da lavoro hanno spesso un'anima interna rigida, fibre che pungono e un'elasticità che sotto trazione fa stringere la legatura in modo imprevedibile. Anche il diametro è quasi sempre sbagliato, troppo sottile e quindi tagliente sulla pelle. Le corde pensate per il corpo costano poco e sono trattate proprio per restare morbide e prevedibili sotto tensione.
Come si lava e si conserva una corda?
Il cotone si lava a mano con detergente delicato, oppure in lavatrice dentro una federa chiusa e annodata perché non si aggrovigli, poi si asciuga steso e non sul termosifone. La iuta non va bagnata: si pulisce a secco e ogni tanto si ripassa con un panno leggermente cerato. Il nylon regge l'acqua senza problemi. Una volta asciutte si arrotolano a matassa e si tengono al buio, lontano dall'umidità.