Bondage
Guida al bondage
Le lunghezze contano più del colore. Cinque metri bastano per polsi o caviglie, dieci servono per una legatura sul busto, venti per le figure che girano su più giri. Chi compra una corda sola prenda quella da dieci metri: si accorcia sempre, non si allunga.
I punti delicati del corpo sono pochi e noti. All'interno del polso e nell'incavo del gomito passano nervi vicini alla pelle: lì la corda va larga e su più giri affiancati, mai un giro solo tirato. Un nodo fatto a piatto, con la tensione distribuita, non si stringe quando chi è legato si muove. E un dito deve passare sempre fra la corda e la pelle.
Le regole della stanza sono poche: parola di sicurezza concordata prima, segnale alternativo se la bocca è impedita, forbici a punta tonda a portata di mano e nessuno lasciato solo mentre è legato. Niente giri attorno al collo, in nessuna variante.
Meglio corda o nastro per la prima volta?
Il nastro, quasi sempre. Aderisce solo a se stesso, non tira i peli, non chiede di saper fare nodi e si taglia con una forbice qualunque, quindi l'uscita è immediata anche se qualcosa va storto. La corda dà un risultato più bello e una sensazione più intensa, ma richiede di imparare come distribuire i giri e dove non passare. Molti tengono entrambi e scelgono in base alla serata.
Quanti metri di corda servono?
Dipende dal progetto, non dal gusto. Per unire i polsi o le caviglie bastano cinque metri, per una legatura sul busto ne servono dieci, per le figure che girano su più giri si arriva a venti. Se si compra una corda sola conviene quella da dieci metri, perché una corda lunga si può sempre accorciare piegandola a metà, mentre una corta non si allunga.
Le legature stringono se chi è legato si muove?
Un nodo fatto male sì, e succede soprattutto con i nodi scorsoi, che vanno evitati. Le legature giuste lavorano con giri affiancati e tensione distribuita, così il movimento non trasferisce pressione in un punto solo. Il controllo resta manuale: un dito deve passare fra corda e pelle, e ogni tanto si guardano mani e piedi per colore, temperatura e formicolio.
Come si libera in fretta una persona legata?
Con le forbici, non con i nodi. Un paio di forbici a punta tonda, quelle da medicazione con la punta arrotondata, entra sotto la corda senza toccare la pelle e taglia anche il cotone spesso. Vanno tenute nella stanza e a portata di mano, non in un altro cassetto. È anche il motivo per cui chi è legato non va mai lasciato solo, nemmeno per un minuto.
Come si lavano e si conservano corde e nastri?
Le corde in cotone si lavano a mano con un detergente delicato, o in lavatrice dentro una federa chiusa per evitare che si aggroviglino, poi si stendono distese e si lasciano asciugare all'aria. La iuta non ama l'acqua e si pulisce a secco. Il nastro si passa con un panno umido e si riavvolge sul rotolo. Tutto asciutto prima di riporlo, lontano da luce diretta e calore.